CUOCIRISO: come funziona e come usarlo

CUOCIRISO: come funziona e come usarlo

Il cuociriso è una pentola, quasi sempre elettrica, in cui cuocere con estrema facilità e precisione il riso e molte altre pietanze.
Molte delle persone che abitualmente lo usano potranno confermare che questo elettrodomestico è talmente intuitivo che non necessita quasi di alcuna spiegazione per usarlo.
In effetti è così se si tengono in considerazioni alcune piccole cose.
Come prima cosa capiamo come funziona un cuociriso:
il “fornello” vero e proprio è posto sul fondo di un contenitore isolato all’esterno, sul fondo di questo contenitore è alloggiata una piastra elettrica che ricorda quella dei fornelli da campeggio.
Al centro della piastra vi è una molla con un “sistema a pressione” che attiva o meno il fornello solo se su di esso si appoggia la pentola che effettivamente conterrà gli alimenti da cuocere.
Il contenitore di cottura è parte del cuociriso, in quelli moderni è di materiale antiaderente e spesso riporta tacche di misurazione per agevolare i dosaggi.
Il cuociriso ha un interruttore che lo accende e lo spegne e un interruttore (a me ricorda un tostapane) che ha due posizioni, cottura e mantenimento.
Si mette il riso nella pentola, si aggiunge l’acqua e si attiva la modalità “cottura”.
Si mette il coperchio e si aspetta che il riso si cuocia.
La cottura è sempre perfetta, la consistenza ottima e il sapore esaltato al massimo.
Nella pentola il riso cuoce nell’acqua che bolle riscaldata dal fornello elettrico.
Un sensore di temperatura rileva la temperatura interna che, essendo riferita all’acqua, è di 100°C.
Quando l’acqua evapora, la temperatura aumenta di poco sopra i cento gradi e il sensore fa scattare l’interruttore dalla modalità “cottura” a quella “mantenimento” diminuendo di molto la temperatura della piastra di cottura e mantenendo il riso alla temperatura ideale per essere consumato anche molti minuti dopo che lo abbiamo cotto.

La regola da applicare è sostanzialmente una:
più acqua si aggiunge e maggiore sarà il tempo di cottura.

L’abilità sta nel calibrare il rapporto tra liquido e alimenti.

Solitamente per il riso ho potuto verificare che per 100 g di Carnaroli occorrono 120 g di acqua.
Il rapporto è pertanto 1:1,2
Perdonerete il fatto che esprima i pesi e i volumi in grammi ma faccio tutto con la bilancia e quindi tutte le misure sono indicate in grammi.

Un’altra regola d’oro è quella di sciacquare il riso per alcuni minuti prima di metterlo in cottura.
Il risultato sarà migliore, anche se devo ammettere che spesso salto questo passaggio semplicemente per motivi di velocità.

Qui di seguito riporto una tabella dove potete trovare molti tipi di cereali con le dovute proporzioni di acqua per la cottura.

Resta inteso che praticamente tutti questi alimenti vanno tenuti a bagno per periodi che spaziano dalle due alle dodici ore, prima di metterli in cottura.

CEREALEparti di acqua per parte di cerealetempo di cottura in minuti
AMARANTO
220
a 25
AVENA
330
a 40
BACCHE
DI SEGALE

3 – 470
a 90
CEREALI
INTEGRALI

350 e 70
CHICCHI
DI GRANO

3 – 460
a 90
COUS COUS
1 ½8 – 10
GRANO

215 – 20
GRANO SARACENO
215 – 20
FARRO
365 – 80
KAMUT
355 – 80
MIGLIO
2 ½ – 320 – 25
ORZO
370 –  100
ORZO PERLATO
345 –  60
RISO A GRANA FINE
120 –  30
RISO A GRANA MEDIA
1 ½20 –  30
RISO INTEGRALE
2 ½45 –  55
RISO SELVAGGIO
3 – 440 –  60
RISO SELVATICO
3 – 440 –  60
RISO, PARBOILED
225 –  30
QUINOA
1 ¾15 –  20
SORGO
350 –  60
TEFF
3 – 3 ½10 –  20
TRITICALE
3 – 460 – 100

 

 

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